4 giugno 2011

Rubrica: Ho fatto la pipì - 3^ puntata


Tutti i giornali danno indicazioni sulle serate nei locali, i concerti e le recensioni dei ristoranti e non voglio certo rubare loro il mestiere; io mi limito a tenere aggiornata questa rubrica che è forse l’unica a fornire una guida per le incombenze fisiologiche fuori casa.
Prima di iniziare però devo porre un interrogativo.
Perché gli specchi nei bagni sono quasi sempre ad altezza di Puffo?!? Io sono abbastanza alta ma non certo un gigante, eppure capita spesso che allo specchio mi veda dalle spalle in giù o che debba fare contorsioni per guardarmi il viso o i capelli. Che gli installatori di specchi siano tutti tappetti?!? Mah..

E allora per rimanere in tema ecco qua:
· Solo per alti.
L’Alcool in lungo Po Cadorna ha il classico cesso alla turca e fino qui niente di strano; ma quando sei in posizione (bè, sto parlando per le donne ma anche gli uomini potrebbero trovarcisi) ti rendi conto che ciò che dovrebbe essere a portata di mano non lo è affatto. La carta è così in alto che dalla “posizione” non la si raggiunge e ci si deve alzare, ma ancora peggio è il pulsante dello scarico che è posto ad una altezza ben al di sopra della media delle donne italiane.
Per la precisione più che l’altezza servirebbero delle braccia molto, ma molto lunghe tipo quelle del fumetto Tiramolla per fare tutto con comodo.

· Quello che non ti aspetti.
La Vineria Rosso di Sera in via Di Nanni è il classico posticino rustico arredato con i mobili delle nonne e il pavimento con le piastrelle esagonali degli anni ’50. Ci si immagina quindi che anche il bagno segua la stessa linea e invece eccoti qua un bel bagnetto ristrutturato di recente, molto curato, piastrelle moderne e dettagli che rendono il tutto molto accogliente.

· Fedele alla linea.
Dopo tanti anni di assenza sono tornata al circolo Da Giau in strada Castello di Mirafiori e ho osservato con piacere che la sala concerti è stata un po’ rinnovata, ma il circolo in generale ha mantenuto l’aspetto di sempre che lo caratterizzava ed è stato un po’ come tornare a casa. Purtroppo devo segnalare che l’unica parte che avrebbe avuto bisogno di un bel cambiamento – cioè il bagno - è rimasta invece quella di sempre: cesso alla turca, muri scrostati e prese d’aria annerite.

· La Reggia.
Il Caffè Regio in via Po è un bar moderno molto bianco: bianche le pareti, bianchi i mobili, bianchi i lampadari…
Il bagno è ovviamente bianco e sul davanzale della finestra ci sono vasi bianchi di orchidee bianche e viene diffusa musica classica di sottofondo in modo da rendere ancora più rilassante l’ambiente. La vera chicca è però l’impianto di illuminazione! Non un lampadario, bensì una grata metallica retroilluminata da faretti a luce azzurrata da cui pendono delle scintillanti gocce di cristallo. Bellissimo!

· Caldo e accogliente.
Il ristorante Mecenate è un locale elegante ma non sfarzoso della collina torinese. Il bagno delle donne è ampio e arredato con mobili e specchi antichi, alle pareti sono appesi quadri raffiguranti scene di caccia alla volpe e… meraviglia … accanto al lavandino una sedia con l’imbottitura di velluto.

· Il Minimalista
La pizzeria Sicomoro è gemella della già menzionata Opificio di Rivoli sia per quanto riguarda la bontà della pizza, sia per la freddezza del locale. Anche qui il bagno è minimalista, poco illuminato e con le pareti nere, elemento di spicco il lavandino costituito da una lastra di metallo inclinata che ricorda una mangiatoia da stalla.

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