2 novembre 2017

La postilla al post

 Questione di pelo
Se si tratta di sandali invernali,  è ovvio che debbano essere indossati con le calze. Quindi la foto tratta dalle sfilate di moda suggerisce un uso improprio del prodotto.

Devo sempre accorgermi di tutto io!

30 ottobre 2017

Questione di pelo


Dovrei brevettare le cazzate che dico, anche se questo significa che passerei la maggior parte della vita all’ufficio brevetti. Dovrei brevettare e riuscire ad averne un ritorno economico. 
Perché dico questo? Perchè tempo addietro – per ironizzare sulla moda degli stivali estivi – lanciai per provocazione l’idea dei sandali invernali rivestiti di pelo. Leggere per credere, ne avevo parlato qui.

Bene, c’è chi li ha fatti davvero!  A questo punto dovrei chiedermi se sia più stupido averli messi in commercio o comprarli e indossarli veramente.
La risposta la so già.


Immagine tratta dalle sfilate di moda


Veramente esposta nella vetrina di un negozio


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(link-fai-da-te by Mira Queen)

9 ottobre 2017

#malati di selfie





C’è gente ossessionata dallo scattarsi foto in continuazione, in qualunque situazione e con qualsiasi sfondo, foto che poi ovviamente devono essere postate sui social, perchè altrimenti è come non averle mai fatte. E’ una malattia, una sorta di dipendenza e bisognerà istituire dei centri di recupero per disintossicare queste persone dedite all’abuso di selfie.



Nella vita non ci sono solo i selfie, ogni tanto fermate un passante e chiedetegli di scattarvi una foto.


 



22 luglio 2017

L’età, l’omosessualità e altri gravi problemi


Chissà perché nei monologhi i comici tendono a porre l’accento sulla loro età. Ci avete mai fatto caso?
- Ho 38 anni e sono grassa.  - Ho 55 anni e sono divorziato. -  Ho 40 anni e sono vergine (ah no, questo era il titolo di un film e comunque non c’è proprio niente da ridere).

Forse è questo il motivo per cui non sono mai salita su un palco a fare cabaret. Non è conveniente fare riferimento agli anni di una Regina e soprattutto non vedo perché dovrei dire pubblicamente l’età in situazioni cui non sia strettamente necessario, come ad esempio nel corso di una visita medica, un documento all’anagrafe e poche altre occasioni. Però non mento spudoratamente, diciamo che mi tengo sul vago: ho passato i trenta. Non è mica una bugia, sono solo poco precisa, e allora? non è che tutti siamo matematici. Sto dicendo che, almeno anagraficamente, sono adulta e ciò dovrebbe essere sufficiente; ma se qualcuno vuole proprio una risposta precisa, allora è costui ad essere pignolo e anche impiccione.


A conferma della mia teoria cito alcuni aforismi di Oscar Wilde: 

Una donna non dovrebbe mai essere troppo precisa riguardo alla sua età, le dà un’aria così calcolatrice.


♠  Trentacinque anni è un’età molto attraente, la società londinese è piena di donne del più altro rango che, per loro libera scelta, sono rimaste all’età di trentacinque anni.



♠  Non bisognerebbe mai fidarsi di una donna che dice apertamente la sua età. Se è disposta a questo, è pronta a dire qualsiasi altra cosa.

Oscar Wilde, lui sì che conosceva bene le donne, non a caso era omosessuale. Perché - fatemi confessare una cosa più scabrosa dell’età – noi donne siamo tremende, e conoscendoci bisognerebbe girare alla larga, cosa che appunto fanno gli omosessuali maschi, mentre gli uomini etero prima ci cercano e poi si lamentano. E non parliamo neanche della presunta solidarietà femminile, perché nei confronti delle nostre simili siamo persino peggiori, infatti, proprio per questo motivo, non capisco le lesbiche. Come donna, conoscendo le mie simili, fatico a capire come si possa provare interesse nei nostri confronti. (a parte me, che sono adorabile)



Adesso non dite che faccio discriminazioni di genere, se fossi precisa caso mai sarei misantropa; non sono omofoba, ma mi dispiace quando ad essere gay non sono solo gli uomini brutti…


Un simpatico video "gay friendly".


22 giugno 2017

Puttino vs Caronte, o come difendersi dal caldo risparmiando energia



Chissà perché negli ultimi anni si è avvertita la necessità di assegnare un nome ai fenomeni meteorologici. Si era cominciato con gli uragani, eventi estremi, cui venivano dati nomi di persona (Katrina, Hanna, Emily) e poi si era passati a numerare le perturbazioni atlantiche; dato però che le previsioni sono diventate una sorta di spettacolo, bisognava inventare qualcosa di nuovo per stupire e catturare l’attenzione degli spettatori-consumatori.
Eccoci così giunti all’attuale delirio onomastico in cui ogni ciclone e anticiclone ha un nome evocativo, e se ascolti le previsioni meteo mentre stai lavando i piatti e sei distratta, pensi che sia iniziata una versione televisiva de “L’Odissea riadattata per il terzo millennio” e ti chiedi che ci fa Scipione con Circe, Ivan, Hannibal, Ugolino e il famigerato Caronte che se li traghetta via tutti nell’Ade.



Fatto sta che in questi giorni fa un caldo dell’inferno, e dopo il meteo ci sono sempre i soliti consigli per resistere all’afa: bere molto (non alcoolici), mangiare frutta, non uscire nelle ore calde blablabla… però non devi accendere il condizionatore perché consuma energia elettrica e per produrre l'energia elettrica si usano combustibili fossili che aumentano l’effetto serra (non ditelo a Trump che tanto non ci crede) e quindi l’anno prossimo sarà ancora più caldo.

Sembra che non ci sia via d’uscita, ma poi mi sono ricordata di quanto il potere di suggestione sia efficace e, per quanto mi riguarda, pensare alla neve, al gelo e all’inverno mi fa subito passare la voglia di sbuffare per il caldo.



Ecco qua l’idea geniale a costo zero e basso impatto ambientale per combattere il caldo  risparmiando energia: affrontare il Caronte infuocato con il Puttino innevato.


cortile del centro a Torino












cortile del centro a Torino

Non so voi, ma io mi sento già più fresca.

29 aprile 2017

Umorismo fotografico: Lavori in Corso


Visto che siamo a ridosso della Festa dei Lavoratori, ecco qua una bella galleria di foto in cui le opere non sono state eseguite esattamente a regola d’arte… anzi, per la precisione, questa presentazione si sarebbe dovuta chiamare “Lavorare Col Culo” ma non volevo  scriverlo nel titolo per non guastare la sorpresa.

IL VERSO GIUSTO

Welcome to Sri Lanka, paese che si distingue per organizzazione e precisione nei lavori. Qui siamo all’aeroporto internazionale di Colombo e ci terrei a sottolineare che la foto non è girata: se osservate bene vedrete che è il monitor ad essere appeso per il verso sbagliato.

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